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dall'oriente alla Belle Epoque

Il Cannocchiale di Galileo
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Il "Carattere" del Risorgimento
(Risveglio, ideali e passioni di un'epoca)


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La Grande Guerra - Voci e ricordi nelle Stagioni della Storia
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LA GRANDE GUERRA

Voci e ricordi nelle Stagioni della Storia

di Carlo Bertinelli

Interpreti:

Alessandra Brocadello

Carlo Bertinelli

REGIA

Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello

Effetti sonori e voci registrate
Skillmedia

Costumi
Adele Galilei

Scene
teatrOrtaet

DOWNLOAD

1.Scheda Spettacolo

2.Scheda Tecnica

3.Locandina

4.Galleria fotografica

La grande guerra è una raccolta di brani sulla Prima guerra mondiale, commissionato per le Celebrazioni dei 90 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale (1918/2008), di taglio fortemente storico, incastonato su un lavoro "multimediale".

La grande guerra"La grande guerra" procede per frammenti: poesie, lettere e discorsi politici, cuciti da tecnologie multimediali, scanditi dalle date proiettate sulla juta grezza dei fondali o che ricopre dei cubi (schermi che si sgretolano e si ricompongono in muri, trincee, frammenti di case), episodi spezzati da suoni e rumori, dalle musiche dei canti di guerra o da voci originali che provengono dal passato leggendo proclami di disfatte o di vittorie.

Spettacolo di prosa, commissionato per le Celebrazioni dei 90 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale (1918/2008) dal Comune di Abano Terme. La grande guerra è una raccolta di brani sulla Prima guerra mondiale, uno spettacolo a tre voci, supportato da suoni e immagini d'epoca.
La drammaturgia iniziale si snoda in rapide scene partendo dai discordi pareri di interventisti e non, riporta scene dal fronte e poesie, si nutre di discorsi politici e di lettere di gente comune, il tutto incastonato nella reale cronologia degli avvenimenti storici, cercando di rievocare il clima del succedersi degli eventi e il sapore di un'epoca, senza tralasciare la retorica e la politica, né la crudezza dei fatti vista da giornalisti e scrittori.

Tra i personaggi rappresentati figurano Turati, Treves, d'Annunzio, Eleonora Duse, la scrittrice Freya Stark (crocerossina al fronte in prossimità di Caporetto) e tante altre donne che chiedono notizie dei loro cari al fronte, il cappellano militare don Giovanni Rossi, Ungaretti, Benedetto Croce e tante altre figure di testimoni e gente comune, uomini e donne protagonisti di una delle vicende più sanguinose del secolo scorso.

Interpretano questo spettacolo Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello.

I ragazzi del '99 sono ormai un ricordo sbiadito, come le foto color seppia, vagamente scontornate e immerse una nebbiolina marrone, una specie di patina che le colloca fuori dal tempo.
Non ci sono più, è una generazione che è estinta per ovvi motivi anagrafici, ma che è ancora presente nella memoria di molte famiglie: I ragazzi del '99 sono come una linea di confine tra oggi e ieri, un'intera generazione vittima della "Grande" Guerra, salvo pochi superstiti.
"Grande". Mi ha sempre turbato questo aggettivo riferito a una cosa orribile come un conflitto mondiale… ma in questo aggettivo è nascosto tutto il cupo sgomento, l'ammirato terrore per un evento che non aveva precedenti per chi l'aveva vissuto.
Mi sono accostato ai documenti, alle storie, ai frammenti di un grande episodio che ha investito contemporaneamente la storia individuale e quella collettiva del nostro paese, di tutta l'Europa e dell'intero pianeta, ma anche quella di soldati e giornalisti, uomini d'arme e uomini di lettere, di politici e comuni cittadini, di uomini e di donne. Soprattutto nel Nord Est dove si trovava gran parte del fronte.
Quando a un secolo di distanza, nel 1999, un'altra guerra è venuta ad insanguinare l'Europa e i riflettori sono tornati a illuminare Saraievo – da dove la prima Guerra Mondiale aveva avuto inizio, con un attentato contro la famiglia Reale dell'impero Austroungarico – la circostanza ha riportato alla luce conflitti mai sopiti e storie di massacri e di inquietanti pulizie etniche, rendendo di inquietante attualità anche la Prima Guerra Mondiale.
All'inizio del nuovo millennio ci è parso opportuno tornare a raccontare la Grande Guerra, perché così lontana e così vicina, collocata in quella zona della memoria dove il passato non è più prossimo, ma non può dirsi ancora remoto, ma dove riflettere sul passato implica capire meglio chi siamo oggi.


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