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teatrOrtaet con il patrocinio e il contributo della Regione Veneto e con il patrocinio di: Creatività e Innovazione, Provincia di Padova, Comune di Padova, Università di Padova, Ufficio Scolastico Provinciale di Padova, Osservatorio Astronomico di Padova, ESU, presenta

Il Cannocchiale di Galileo

(1609 annus mirabilis)

di Carlo Bertinelli

Interpreti:
Carlo Bertinelli
Alessandra Brocadello

in collaborazione con:
INAF di Padova
Planetario di Padova

Grafica:
Parco Scientifico "Galileo"

Consulenza scientifica:
Massimo Calvani
Roberto Sannevigo

foto:
Francesco e Matteo Danesin

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  1. Locandina 2020
  2. Manifesto

Il Cannocchiale di Galileo (1609 annus mirabilis)

L’azione si svolge nel 1633, anno del processo e dell’abiura di Galileo. Ospiti del Gran Duca Cosimo II, i due comici presentano un omaggio a Galileo, matematico primario del Granducato di Toscana, recitando alla maniera della Commedia dell’Arte alcuni frammenti del “Dialogo sopra i due massimi sistemi”, scritto in forma teatrale. Ma la parodia dei filosofi aristotelici allestita davanti alla corte, trova forti resistenze tra filosofi e oppositori invidiosi della fama del celebre scienziato. La recita viene sospesa quando giunge la notizia che il “Dialogo” è stato proibito e messo all’indice dal tribunale dell’inquisizione.

Galileo, vecchio e cieco, è stato confinato ad Arcetri, vicino a Firenze.

L’unica sua consolazione è quella di andare a trovare la figlia maggiore, Virginia, che vive in un convento poco distante con il nome di Suor Maria Celeste.

Tra confidenze e ricordi, Galileo, ormai privo della vista, rivive il periodo padovano e la costruzione del cannocchiale. L’azione si sposta con un flashback al 1609 “Annus mirabilis” e viene scandita da rapidi squarci di vita: l’apparizione di Marina Gamba, dalla quale Galileo ebbe tre figli, l’incontro con Isabella Andreini nei panni di Urania, musa dell’astronomia e il ritorno nel 1633 quando la figlia Virginia viene a fargli visita.

Le scene teatrali si alternano e si accompagnano alle visioni: sullo schermo prendono forma suggestive notti stellate e rappresentazioni di pianeti e satelliti.

Le osservazioni di Galileo con il cannocchiale portano alla conferma delle teorie copernicane, che mettono al centro il sole e non più la terra come nel sistema tolemaico. Tra una scena e l’altra si materializzano i corpi celesti: l’osservazione della luna, la scoperta dei satelliti di Giove e la dedica del Sidereus Nuncius al Gran Duca di Toscana, i dubbi su Saturno, lo studio della galassia e delle macchie solari

 


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